Facebook è una piattaforma di social media che è diventata estremamente popolare in tutto il mondo. Fondata da Mark Zuckerberg nel 2004, la piattaforma è progettata per consentire agli utenti di connettersi con amici, familiari e colleghi, condividere contenuti, partecipare a gruppi e seguire pagine di loro interesse.
Facebook è stato creato in origine come un servizio gratuito per gli studenti dell’Università di Harvard. Inizialmente chiamato “TheFacebook”, il sito web permetteva agli studenti di creare profili personali, connettersi con i loro compagni di classe e condividere informazioni tra di loro. La piattaforma ha suscitato un grande interesse tra gli studenti e si è rapidamente diffusa in altre università negli Stati Uniti. Nel 2005, Facebook ha ampliato la sua base di utenti aprendo la registrazione a studenti di altre università e successivamente a chiunque avesse un indirizzo e-mail valido. Questa mossa ha portato a un’esplosione di nuovi utenti e ha contribuito a rendere Facebook uno dei social network più popolari al mondo. Negli anni successivi, Facebook ha continuato a crescere e ad aggiungere nuove funzionalità. Nel 2006, ha introdotto il News Feed, che permetteva agli utenti di visualizzare gli aggiornamenti dei loro amici in tempo reale. Questa funzione ha suscitato alcune controversie iniziali, ma alla fine è diventata una parte essenziale dell’esperienza di Facebook. Nel 2007, Facebook ha lanciato la sua piattaforma di sviluppo, consentendo agli sviluppatori di creare applicazioni e giochi che potevano essere utilizzati dagli utenti. Questo ha portato a un’ulteriore espansione delle funzionalità e ha contribuito a creare un ecosistema di app e giochi all’interno della piattaforma.
Nel 2012, Facebook ha acquisito Instagram, un’applicazione di condivisione di foto molto popolare. Questa acquisizione ha permesso a Facebook di espandersi ulteriormente nel settore della condivisione di immagini e di raggiungere un pubblico ancora più ampio. Facebook permette agli utenti di creare profili personali e condividere informazioni su di sé, inclusi aggiornamenti di stato, foto, video e link. Gli utenti possono anche comunicare tra loro tramite messaggi diretti e commenti sui contenuti condivisi. Inoltre, offre la possibilità di creare eventi, sondaggi e pagine per le imprese, le organizzazioni e le figure pubbliche. Facebook è ampiamente utilizzato come strumento di comunicazione e connessione sociale. Gli utenti possono creare un account e connettersi con amici, familiari e altre persone che conoscono. Le sue funzioni consentono alle persone di rimanere in contatto, anche se si trovano in luoghi diversi o hanno orari di vita diversi.
Ma, oltre alla comunicazione, Facebook è anche una piattaforma per la condivisione di informazioni e contenuti. Gli utenti possono pubblicare stati, articoli, link e altro ancora per condividere le proprie opinioni, esperienze e interessi con la propria rete di contatti. Questo permette di creare una sorta di diario online, dove gli utenti possono documentare la propria vita e condividere ciò che trovano interessante o rilevante.Facebook offre anche la possibilità di seguire pagine e profili di aziende, organizzazioni, celebrità e altro ancora. Questo permette agli utenti di rimanere aggiornati sulle ultime notizie, eventi e promozioni. Inoltre, offre la piattaforma per la pubblicità e il marketing, consentendo alle aziende di raggiungere un vasto pubblico di potenziali clienti. Un’altra funzionalità di Facebook è il Marketplace, dove gli utenti possono comprare e vendere prodotti e servizi. Ciò offre uno spazio conveniente per gli utenti che desiderano acquistare o vendere oggetti di seconda mano, creando una sorta di mercato virtuale. Facebook ha anche un ruolo importante nel campo dell’informazione e dell’attivismo. Gli utenti possono seguire pagine e gruppi che condividono notizie, informazioni e opinioni su una vasta gamma di argomenti. Questo permette agli utenti di rimanere informati e partecipare a discussioni su questioni di interesse personale o sociale.
Oltre alla connessione personale, Facebook ha un impatto significativo sul modo in cui le persone consumano informazioni e interagiscono con il mondo esterno. La piattaforma è diventata un terreno fertile per la diffusione di notizie, sia vere che non verificate, e ha generato dibattiti su questioni come la privacy online, la disinformazione e l’uso etico dei dati personali. Facebook ha anche acquisito altre piattaforme di social media, come Instagram e WhatsApp, espandendo così la sua portata e influenza nel panorama digitale. Tuttavia, la società ha affrontato numerose controversie riguardanti la gestione dei dati degli utenti, la diffusione di contenuti dannosi e la regolamentazione della piattaforma.Un aspetto interessante delle piattaforme come Facebook è la possibilità di creare e gestire l’immagine di sé. Tali piattaforme social offrono agli utenti la possibilità di condividere informazioni personali, foto, video e pensieri con il loro pubblico online. Questo permette alle persone di presentarsi in un certo modo e di influenzare la percezione che gli altri hanno di loro. In questo senso, Facebook può essere considerato uno strumento di costruzione dell’identità sociale, in cui le persone possono esprimere la propria personalità e cercare di ottenere approvazione e riconoscimento dagli altri.
Tuttavia, l’impatto di Facebook solleva anche alcune questioni importanti. Ad esempio, alcuni critici sostengono che l’uso eccessivo dei social media, come Facebook, possa portare a un progressivo alienamento delle persone rispetto alla vita sociale offline. Questo perché le persone possono passare molto tempo a interagire con gli altri online, trascurando le relazioni faccia a faccia e le attività del mondo reale. Inoltre, l’algoritmo di Facebook che determina quali contenuti vengono mostrati agli utenti può influenzare la loro percezione del mondo e creare una sorta di filtro a campana, in cui vengono mostrati principalmente contenuti che corrispondono alle loro preferenze e opinioni preesistenti. Nonostante le critiche e le sfide, Facebook rimane una delle piattaforme di social media più utilizzate al mondo, con miliardi di utenti attivi mensilmente. La storia di Facebook è una testimonianza dell’evoluzione dei social media e della loro influenza sulla nostra vita quotidiana. Da un’idea nata in una stanza di dormitorio universitario, Facebook è diventato un gigante dei social network che ha cambiato il modo in cui ci connettiamo e condividiamo informazioni.
Il mentoring è un processo attraverso il quale un individuo più esperto offre supporto, consigli e guida a una persona meno esperta. Questo rapporto può svilupparsi in vari contesti, come ad esempio nell’ambito accademico, professionale o personale. Nel corso di questo processo, il mentore condivide le proprie conoscenze, esperienze e competenze con il mentee al fine di contribuire al suo sviluppo e al raggiungimento dei suoi obiettivi.Il mentoring può essere estremamente vantaggioso per entrambe le parti coinvolte. Per il mentee, offre l’opportunità di imparare da qualcuno con esperienza e competenze consolidate, ricevere consigli pratici e sviluppare una migliore comprensione del proprio percorso personale o professionale. Inoltre, il mentor può offrire sostegno emotivo e incoraggiamento, aiutando il mentee a superare le sfide e a crescere in modo significativo.
Dall’altro lato, il mentor può trovare gratificazione nel condividere le proprie conoscenze ed esperienze con gli altri, contribuendo al successo e allo sviluppo di un individuo in cerca di orientamento. Questo ruolo può offrire al mentor la possibilità di riflettere sulle proprie esperienze e di sviluppare competenze di leadership e di comunicazione. Compito del mentor è anche mantenersi aggiornato sulle nuove tendenze e pratiche nel proprio campo di competenza.È importante sottolineare che il mentoring richiede impegno, pazienza e rispetto reciproco da entrambe le parti coinvolte. Un rapporto di mentoring di successo si basa sulla fiducia, sull’apertura e sulla volontà di imparare e crescere. Inoltre, è essenziale che il mentor agisca in modo etico e responsabile, evitando conflitti di interesse e mantenendo la riservatezza sulle informazioni personali e professionali condivise dal mentee.
Dunque, il mentoring può essere un’esperienza estremamente arricchente sia per il mentee che per il mentor. Attraverso questo processo è possibile favorire lo sviluppo personale e professionale, promuovere la condivisione di conoscenze ed esperienze e contribuire alla crescita e al successo di individui in cerca di orientamento e supporto. Il ruolo del mentor è estremamente importante in vari contesti, dalle organizzazioni aziendali alle istituzioni educative. Egli si impegna a guidare e supportare coloro che cercano orientamento e crescita personale e professionale. Questa figura svolge diverse attività e assume molteplici responsabilità per favorire lo sviluppo e il successo del mentee.
In primo luogo, il mentor fornisce supporto emotivo e motivazionale al mentee. Attraverso un approccio empatico e comprensivo, il mentor aiuta il mentee a superare le sfide emotive e a mantenere alta la motivazione durante il percorso di crescita personale e professionale. Inoltre, il mentor condivide conoscenze, competenze ed esperienze con il mentee al fine di favorirne lo sviluppo professionale. Questo può avvenire attraverso sessioni di formazione, consigli pratici e condivisione di risorse utili. Il mentor aiuta il mentee a sviluppare abilità specifiche e a comprendere meglio il contesto in cui opera.Un’altra responsabilità fondamentale del mentor è quella di fungere da modello di ruolo positivo. Attraverso il proprio comportamento, il mentor dimostra al mentee gli atteggiamenti, i valori e le competenze necessarie per avere successo nel proprio percorso. Inoltre, il mentor offre feedback costruttivo al mentee, aiutandolo a identificare punti di forza e aree di miglioramento.
Infine, il mentor agisce come catalizzatore per l’autonomia e l’auto-consapevolezza del mentee. Attraverso un approccio di coaching, il mentor incoraggia il mentee a sviluppare la capacità di riflessione critica e di autovalutazione, permettendogli di prendere decisioni consapevoli e responsabili. In definitiva, il mentor svolge un ruolo fondamentale nell’orientare, supportare e promuovere lo sviluppo personale e professionale del mentee, contribuendo in modo significativo al successo e al benessere dell’individuo.
Twitter è una piattaforma di social media che consente agli utenti di inviare e leggere brevi messaggi chiamati “tweet”. Questi tweet possono contenere testo, immagini, video e collegamenti a contenuti esterni. La storia di Twitter inizia nel 2006, quando Jack Dorsey, Biz Stone ed Evan Williams hanno fondato l’azienda a San Francisco, negli Stati Uniti. Fin dall’inizio, Twitter ha avuto l’obiettivo di creare una piattaforma che consentisse alle persone di comunicare in modo rapido e conciso. I tweet originali avevano un limite di caratteri di soli 140, ma nel 2017 questo limite è stato aumentato a 280 caratteri per consentire agli utenti di esprimere meglio le proprie idee.
Una delle caratteristiche più apprezzate di Twitter è la sua velocità. Gli utenti possono scorrere rapidamente il feed e digitare velocemente mentre utilizzano la piattaforma. È possibile inviare messaggi diretti agli amici direttamente dal proprio dispositivo, rendendo la comunicazione più comoda e immediata. Twitter offre un’ampia gamma di strumenti che consentono agli utenti di esplorare, scoprire e partecipare alle conversazioni in modo efficace. È possibile cercare argomenti di interesse, seguire gli account di persone influenti e partecipare alle discussioni utilizzando gli hashtag. Inoltre, Twitter offre anche la possibilità di creare liste personalizzate per organizzare i propri account preferiti e rimanere aggiornati sulle ultime novità.Oltre alla sua funzione principale di condivisione di tweet, Twitter ha introdotto diverse funzionalità nel corso degli anni. Queste includono la possibilità di allegare immagini e video ai tweet, creare sondaggi, seguire argomenti specifici tramite hashtag e creare liste di account da seguire.
Twitter nel corso degli anni ha avuto senz’altro un impatto significativo sulla società e sulla cultura. È diventato uno strumento importante per la comunicazione in tempo reale, consentendo alle persone di seguire gli eventi in diretta e di partecipare alle conversazioni globali. Durante eventi come le elezioni politiche o i grandi eventi sportivi, Twitter diventa un luogo in cui le persone possono condividere le proprie opinioni e reazioni.Oltre alla comunicazione tra individui, Twitter è stato anche utilizzato come strumento per il citizen journalism. Le persone possono condividere foto, video e informazioni su eventi in corso, fornendo una prospettiva unica e immediata.Twitter ha anche avuto un impatto sul mondo degli affari. Le aziende infatti utilizzano Twitter per promuovere i propri prodotti e servizi, interagire con i clienti e tenere traccia delle tendenze di mercato. Gli influencer e le celebrità utilizzano Twitter per connettersi con i propri fan e condividere aggiornamenti sulla propria vita e carriera.
Un aspetto importante dell’analisi di Twitter è l’identificazione delle tendenze. Le tendenze sono argomenti o hashtag che sono popolari in un determinato momento. Monitorando le tendenze su Twitter, è possibile ottenere informazioni sulle discussioni e gli argomenti di interesse per gli utenti.Utilizzando algoritmi di analisi del linguaggio naturale, è possibile inoltre determinare se i tweet sono positivi, negativi o neutri. Questo può essere utile per comprendere l’opinione pubblica su determinati argomenti o brand. Altresì, l’analisi di Twitter può essere utilizzata per identificare influencer o utenti con un grande seguito. Questi influencer possono essere coinvolti in campagne di marketing o possono essere utilizzati per diffondere messaggi specifici.La ricerca su Twitter può anche essere utilizzata per analizzare i dati e ottenere informazioni utili. Ad esempio, è possibile utilizzare strumenti di analisi per identificare i trend di utilizzo delle parole chiave, le interazioni tra gli utenti e le opinioni prevalenti su determinati argomenti. Queste informazioni possono essere utilizzate per scopi di ricerca, marketing o per prendere decisioni informate.Gli utenti di Twitter condividono costantemente pensieri, opinioni ed esperienze, offrendo uno spaccato istantaneo della società. Questo permette agli studiosi di analizzare i trend e le dinamiche sociali in tempo reale, senza dover aspettare i risultati di indagini o sondaggi tradizionali. Twitter è così diventato un elemento fondamentale nella nostra società digitale. Ha rivoluzionato la comunicazione in tempo reale e ha permesso alle persone di connettersi e condividere idee in modo rapido ed efficace. Con il suo impatto sulla cultura, il giornalismo e gli affari, Twitter continua a essere una piattaforma influente nel panorama dei social media.
Intellettuale di spicco della cultura francese ed europea, Pierre Bourdieu è stato un noto scienziato sociale. I suoi contributi alla sociologia dell’educazione, alla teoria della società e alla teoria della pratica hanno avuto un impatto significativo nel campo delle scienze sociali. Nato il 1° agosto 1930 a Denguin, in Francia, Bourdieu è diventato uno dei sociologi più influenti del XX secolo.
La formazione accademica di Bourdieu ha avuto inizio presso l’École Normale Supérieure di Parigi, dove ha studiato filosofia. Successivamente, ha conseguito il dottorato in sociologia presso la Sorbona. Durante la sua carriera, Bourdieu ha lavorato come professore presso diverse istituzioni accademiche, tra cui l’Università di Lilla e l’École des Hautes Études en Sciences Sociales. Una delle principali aree di ricerca di Bourdieu è stata la sociologia dell’educazione. Ha studiato come il sistema educativo riproduce e perpetua le disuguaglianze sociali. Bourdieu ha introdotto il concetto di “capitale culturale” per descrivere come le risorse culturali, come l’istruzione e la conoscenza, possano influenzare l’accesso alle opportunità sociali. Ha anche analizzato il concetto di “campo”, che si riferisce agli spazi sociali in cui si svolgono le interazioni tra gli individui e le istituzioni.
Oltre alla sociologia dell’educazione, Bourdieu ha contribuito anche alla teoria sociologica generale. Ha sviluppato il concetto di “pratica” per comprendere come le azioni degli individui siano influenzate dal contesto sociale e dalle strutture di potere. Bourdieu ha anche studiato il concetto di “habitus”, che si riferisce alle disposizioni e alle abitudini acquisite attraverso l’interazione sociale.Un altro concetto chiave nel pensiero di Bourdieu è quello di “abitudini culturali” o “disposizioni”. Bourdieu ha sottolineato come le pratiche culturali, come il gusto estetico, siano il risultato di processi di apprendimento sociali e di socializzazione. Le abitudini culturali influenzano le scelte e i comportamenti degli individui e sono plasmate dalle condizioni sociali e materiali in cui le persone vivono.Bourdieu ha anche analizzato il concetto di “potere simbolico”, che si riferisce alla capacità di influenzare e orientare le azioni degli altri attraverso simboli, valori e significati condivisi. Il potere simbolico svolge un ruolo importante nella legittimazione delle disuguaglianze sociali e nella produzione di gerarchie culturali.
Una delle opere più importanti di Bourdieu è “La Distinction: Critique sociale du jugement” (La distinzione: critica sociale del giudizio), pubblicata nel 1979. In questo libro Bourdieu analizza come le preferenze culturali e i gusti estetici siano influenzati dalla posizione sociale e dal capitale culturale di un individuo. Egli sostiene che le persone delle classi sociali superiori tendono ad avere gusti culturali più “raffinati” e a valorizzare forme di cultura considerate “alte”, mentre le persone delle classi sociali inferiori tendono ad avere gusti culturali più “popolari” e a valorizzare forme di cultura considerate “basse”. Questo concetto di distinzione sociale attraverso i gusti culturali ha avuto un impatto significativo sulla sociologia della cultura.
Un’altra opera importante di Bourdieu è “La Reproduction: Éléments pour une théorie du système d’enseignement” (La riproduzione: elementi per una teoria del sistema educativo), pubblicata nel 1970. In questo libro, Bourdieu esamina come il sistema educativo riproduca e perpetui le disuguaglianze sociali. Egli sostiene che le istituzioni educative favoriscono le persone delle classi sociali superiori, fornendo loro maggiori opportunità di successo e di accesso alle risorse sociali ed economiche. Bourdieu mette in evidenza come il capitale culturale, inteso come conoscenze, competenze e abilità culturali, sia un fattore chiave nella determinazione del successo scolastico e sociale. Altre opere di Bourdieu includono “Le sens pratique” (Il senso pratico), “Raisons pratiques: Sur la théorie de l’action” (Ragioni pratiche: sulla teoria dell’azione) e “Les règles de l’art: Genèse et structure du champ littéraire” (Le regole dell’arte: genesi e struttura del campo letterario). In queste opere, Bourdieu esplora temi come la pratica sociale, l’azione umana e il campo culturale.
La ricerca di Bourdieu ha avuto un impatto significativo sulla sociologia e su altre discipline accademiche. Le sue teorie hanno contribuito a sfidare le concezioni tradizionali di classe sociale, cultura e potere. Bourdieu ha anche svolto un ruolo importante come intellettuale pubblico, impegnandosi in dibattiti sociali e politici e criticando le disuguaglianze sociali. Pierre Bourdieu è deceduto il 23 gennaio 2002 a Parigi, ma il suo lavoro continua ad essere studiato e discusso in tutto il mondo. La sua biografia e le sue teorie hanno lasciato un’impronta duratura nel campo delle scienze sociali, influenzando la ricerca e il pensiero critico su temi come la disuguaglianza, la cultura e il potere.
La sociologia dell’educazione è un campo di studio che esplora le interazioni sociali all’interno dell’ambiente educativo. Questo include l’analisi delle istituzioni educative, dei processi di apprendimento e degli effetti sociali dell’istruzione. La sociologia dell’educazione fornisce uno sguardo approfondito su come la società influenza e viene influenzata dall’istruzione.
Un aspetto chiave della sociologia dell’educazione è l’analisi delle disuguaglianze educative. Questo include l’esame delle disparità di accesso all’istruzione, delle differenze nelle opportunità educative e degli impatti sociali di tali disuguaglianze. Ad esempio, i ricercatori hanno documentato come il reddito familiare, l’etnia e il contesto sociale influenzino le probabilità di successo educativo. Questa prospettiva analitica fornisce un quadro critico per comprendere e affrontare le disuguaglianze nel sistema educativo. Inoltre, la sociologia dell’educazione esplora il ruolo delle istituzioni educative nella riproduzione sociale. Questo concetto si riferisce alla trasmissione di disuguaglianze sociali attraverso l’istruzione. Ad esempio, le scuole possono riflettere e perpetuare le disuguaglianze esistenti attraverso pratiche di selezione, curriculum e risorse. Questa prospettiva evidenzia il potenziale impatto delle istituzioni educative sulla struttura sociale più ampia.
Un’altra area di interesse nella sociologia dell’educazione è l’analisi delle dinamiche di potere all’interno dell’ambiente educativo. Questo può includere lo studio delle relazioni tra insegnanti e studenti, le gerarchie all’interno delle scuole e le influenze politiche sull’istruzione. È stato evidenziato come tali dinamiche possano plasmare le esperienze educative degli individui e influenzare i risultati. La sociologia dell’educazione si occupa pertanto anche di analizzare i processi di socializzazione all’interno delle istituzioni educative. Gli studiosi esaminano come le norme sociali, i valori culturali e le aspettative influenzano il comportamento degli individui all’interno del contesto scolastico. Ad esempio, si studiano le dinamiche di gruppo, l’influenza dei coetanei e degli insegnanti, e l’impatto delle aspettative sociali sul rendimento scolastico.
Infine, la sociologia dell’educazione si occupa anche delle trasformazioni dell’istruzione nella società contemporanea. Questo può includere l’analisi dell’istruzione digitale, delle nuove forme di apprendimento e delle sfide emergenti nel campo dell’istruzione. Questa prospettiva offre un’opportunità per esplorare come l’istruzione si adatta e risponde ai cambiamenti sociali e tecnologici. Tra i maggiori studiosi della sociologia dell’educazione, vi sono diversi autori che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo di questa disciplina. Alcuni di essi sono:
Emile Durkheim: considerato uno dei padri fondatori della sociologia, Durkheim ha svolto ricerche sulla sociologia dell’educazione nel suo libro “L’educazione morale”. Ha analizzato il ruolo dell’istruzione nella formazione del cittadino e nella costruzione dell’ordine sociale.
Pierre Bourdieu: Bourdieu ha studiato l’istruzione come un campo di lotta simbolica, in cui le disuguaglianze sociali vengono riprodotte e legittimate. Ha introdotto il concetto di “capitale culturale” per spiegare come le risorse culturali influenzino le opportunità educative.
Basil Bernstein: Bernstein ha analizzato il ruolo del linguaggio e della comunicazione nell’istruzione. Ha sviluppato il concetto di “codice ristretto” e “codice elaborato” per comprendere le differenze di classe sociale nella comunicazione e nell’apprendimento.
Jean-Claude Passeron: insieme a Bourdieu, Passeron ha contribuito allo studio delle disuguaglianze educative. Ha analizzato il ruolo delle istituzioni scolastiche nella riproduzione delle disuguaglianze sociali e ha evidenziato l’importanza delle pratiche pedagogiche nella trasmissione delle conoscenze.
Raymond Boudon: Boudon ha sviluppato una teoria dell’istruzione basata sulla razionalità degli attori. Ha analizzato i processi decisionali degli individui nell’ambito dell’istruzione e ha evidenziato l’importanza delle aspettative e delle motivazioni degli studenti.
Paolo Freire: Freire è noto per il suo lavoro sulla pedagogia critica e l’educazione liberatrice. Ha sottolineato l’importanza dell’educazione come strumento di emancipazione e di trasformazione sociale.
In conclusione, la sociologia dell’educazione fornisce una lente critica per esaminare le interazioni sociali all’interno dell’ambiente educativo. Attraverso l’analisi delle disuguaglianze educative, della riproduzione sociale, delle dinamiche di potere e delle trasformazioni dell’istruzione, questa disciplina offre un quadro completo per comprendere il ruolo dell’istruzione nella società.
Anthony Giddens è un sociologo inglese noto per la sua teoria della strutturazione e la sua visione olistica delle società moderne. Nato a Londra nel 1938, Giddens ha avuto un’influenza significativa nel campo della sociologia e ha contribuito allo sviluppo di teorie sociologiche importanti, tra le quali la teoria della strutturazione.
La teoria della strutturazione rappresenta un importante contributo alla comprensione dei processi sociali e della formazione delle istituzioni. Secondo tale teoria, le azioni degli individui e le strutture sociali sono intrinsecamente legate e si influenzano reciprocamente. Nell’analisi di questa teoria è fondamentale considerare sia il punto di vista dell’autore che le implicazioni più ampie della teoria stessa. Giddens, nel suo lavoro, sottolinea l’importanza della dualità della struttura, affermando che le azioni degli individui contribuiscono a riprodurre e trasformare le strutture sociali in cui sono immersi. Questo approccio consente di superare la dicotomia tra l’agire individuale e le influenze strutturali, offrendo una prospettiva più complessa e dinamica dei processi sociali. Inoltre, Giddens mette in luce il concetto di “dislocazione”, cioè il modo in cui le azioni degli individui possono portare a cambiamenti imprevisti nelle strutture sociali esistenti.
Dal punto di vista dell’analisi della teoria, è importante considerare come la teoria della strutturazione sia stata applicata in diversi contesti accademici e pratici. Ad esempio, alcuni studiosi hanno utilizzato questa teoria per comprendere i processi di cambiamento sociale e le trasformazioni delle istituzioni politiche ed economiche. Allo stesso modo, la teoria della strutturazione ha influenzato i dibattiti sulla globalizzazione e sulle dinamiche di potere nelle società contemporanee. Un aspetto cruciale della teoria della strutturazione è la sua capacità di integrare il tempo e lo spazio nell’analisi dei processi sociali. Giddens sottolinea come le pratiche sociali siano radicate in contesti spazio-temporali specifici e come le trasformazioni nella struttura sociale possano influenzare le esperienze quotidiane degli individui. Questa prospettiva dinamica consente di superare le visioni statiche delle strutture sociali e di cogliere la complessità dei processi di cambiamento.
La sua teoria rappresenta un importante contributo alla comprensione dei processi sociali e delle dinamiche delle istituzioni. Attraverso la sua analisi della dualità della struttura e delle implicazioni spazio-temporali delle pratiche sociali, questa teoria offre uno strumento potente per esplorare la complessità delle interazioni umane e delle trasformazioni sociali. Giddens ha così sviluppato una visione olistica delle società moderne, sostenendo che i cambiamenti sociali e culturali sono interconnessi e influenzano tutti gli aspetti della vita sociale. Questa visione si basa sull’idea che le società moderne siano caratterizzate da una crescente complessità e interconnessione, e che le sfide sociali richiedano soluzioni che tengano conto di questa complessità.
Giddens ha studiato presso l’Università di Hull, la London School of Economics and Political Science e il King’s College di Cambridge. Ha insegnato presso l’Università di Leicester e successivamente presso l’Università di Cambridge, dove è stato professore di sociologia. Dal 1997 al 2003 è stato direttore della London School of Economics.Giddens è stato influenzato da importanti sociologi come Pierre Bourdieu, Max Weber ed Émile Durkheim. La sua teoria della strutturazione ha avuto un impatto significativo nel campo della sociologia e ha contribuito alla comprensione delle dinamiche sociali e dell’interazione umana. Anthony Giddens è un sociologo di fama internazionale. Il suo lavoro ha avuto un impatto significativo nel campo della sociologia e ha contribuito alla comprensione delle dinamiche sociali. Attraverso la sua analisi della dualità della struttura e delle implicazioni spazio-temporali delle pratiche sociali, ha dunque offerto uno strumento potente per esplorare la complessità delle interazioni umane e delle trasformazioni sociali.
Alain Touraine è stato un sociologo francese di grande rilievo. Nato il 3 agosto 1925 a Hermanville-sur-Mer, in Francia, Touraine ricopre un ruolo significativo nel campo della sociologia contemporanea.
È stato direttore di ricerca presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales, dove ha fondato il Centre d’étude des mouvements sociaux. Professore di sociologia presso l’Università di Nanterre durante il movimento studentesco del maggio 1968, Touraine ha osservato da vicino questo movimento e ha contribuito alla comprensione delle dinamiche sociali che lo hanno caratterizzato.Alain Touraine ha studiato presso la Scuola per gli Studi Avanzati in Scienze Sociali, l’Università di Parigi e l’École normale supérieure. La sua vasta conoscenza e la sua esperienza nel campo della sociologia gli hanno permesso di sviluppare una prospettiva unica e approfondita sulle dinamiche sociali.
Tra le opere più importanti di Alain Touraine vi è “La sociologia della crisi”, in cui analizza l’impatto delle crisi economiche sulla vita delle persone e come queste crisi siano il risultato di fenomeni più ampi. Questo libro offre una prospettiva sociologica sulla crisi economica, evidenziando come essa non sia solo la causa di cambiamenti dolorosi per le persone, ma anche l’effetto di una realtà sociale complessa.Un’altra opera significativa di Touraine è “Un nouveau paradigme”, che propone un nuovo paradigma sociologico per comprendere la società contemporanea. Questo libro offre una visione critica delle teorie sociologiche tradizionali e presenta un approccio innovativo per analizzare i processi sociali e le dinamiche di potere.
Alain Touraine è scomparso il 9 giugno 2023 a Parigi, all’età di 97 anni. Il suo lascito nel campo della sociologia rimane di grande importanza e il suo contributo alla comprensione delle dinamiche sociali continuerà ad essere studiato e apprezzato.Alain Touraine ha sviluppato la sua teoria sociologica concentrandosi sulla centralità dell’azione e dell’attore sociale per la comprensione della società moderna. Secondo Touraine, il soggetto della modernità non è né l’individuo né il sé costruito dall’organizzazione sociale, ma piuttosto l’attore sociale che agisce consapevolmente e intenzionalmente nel contesto sociale. Questo concetto mette in luce l’importanza dell’azione individuale e della capacità di agire autonomamente nella società contemporanea.
Touraine ha anche sottolineato l’importanza di comprendere i conflitti sociali e le dinamiche di potere nella società moderna. Ha evidenziato l’opposizione tra dominanti e dominati e ha sottolineato la necessità di lottare per la libertà del soggetto e contro la deriva identitaria. Secondo Touraine, la società moderna è caratterizzata da una lotta per il controllo delle risorse e del potere.La teoria di Touraine si basa anche sull’idea che la società sia in continua trasformazione e che gli attori sociali siano in grado di influenzare e plasmare il cambiamento sociale. Touraine è noto anche per aver coniato il concetto di “società post-industriale”. Secondo lo studioso la società post-industriale è caratterizzata dalla centralità dell’informazione, della conoscenza e dalla crescente importanza dei servizi e del settore terziario. Ha evidenziato l’importanza di comprendere le trasformazioni economiche e sociali che si verificano nella società post-industriale e di adattare le teorie sociologiche per affrontare queste nuove realtà. Complessivamente, la sociologia di Alain Touraine si caratterizza per la centralità assegnata alle nozioni di azione e di attore sociale, per l’analisi dei conflitti sociali e delle dinamiche di potere, nonché per la comprensione delle trasformazioni sociali nella società. Il suo pensiero ha influenzato numerosi sociologi e continua a contribuire alla comprensione della nostra società.
Le immagini della società orientano il modo in cui individui e gruppi miinterpretano il mondo in cui vivono. Ma come orientarsi quando tali immagini si moltiplicano senza sosta? Mille nomi per Lady Society costituisce un iniziale tentativo di risposta. Allo scopo fa un primo punto della situazione, problematizza la proliferazione di immagini della società e sollecita l’apertura di nuovi spazi di comunicazione tra la sociologia e il suo oggetto di studio.
A thousand names for Lady Society. Images of the society shape how individuals and groups interpret the world they live in. But how to choose from a wide range of interpretations created by images multiplying tirelessly? A thousand names for Lady Society is an initial attempt to answer the question. For this aim, it outlines the situation, problematizes the proliferation of images of the society and urges on the opening of new spaces of communication between sociology and its object of study.
KEY WORDS Society, images, naming, nomenclature, communication.
1 – LAVORO DI NOMINAZIONE
Il nome è un’immagine. Società arretrata. Ecco un nome attribuito a una popolazione umana osservata dalle scienze sociali. Il nome presenta il vantaggio di fotografare tale popolazione colta in un determinato spazio-tempo. Tra le discipline che hanno la legittimità di coniare nomi per identificare una società la sociologia si è conquistata da tempo il posto donore. Ieri come oggi i sociologi analizzano le società e individuano dei tipi. Ai tipi di società impongono un nome con cui rimandano a un’immagine sintetica in modo da qualificarli e stabilire delle differenze: società agricola, società industriale; società tradizionale, società moderna; società di massa, società individualizzata e così via.
Il nome è un evento. E l’evento è il libro con cui si attribuisce un nuovo nome alla società. Il libro può avere diversi destini determinati dalle porte girevoli con cui il testo entra ed esce dai circuiti di lettori specializzati e da quelli dei lettori non specializzati. Due casi: un libro può registrare più vendite fuori che dentro la comunità scientifica e suscitare un’attenzione elevata nelle pagine culturali del mondo dell’informazione; oppure può registrare poche vendite tra il pubblico dei non addetti ai lavori, ma godere di un’alta attenzione del mondo universitario e di un’attenzione relativa del mondo dellinformazione. Si tratta di due tipi di successo che possono essere analizzati da diversi punti di vista: commerciale, culturale, politico.
Lavoro di nominazione. Ciò che agli occhi del pubblico rende persuasiva un’immagine della società è la quantità di lavoro contenuto nel nome che la qualifica. Si tratta di un’attività collettiva che comprende: l’imprescindibile impegno dell’autore o dell’autrice; il sostegno della casa editrice; il livello del dibattito che il nuovo nome suscita all’interno della comunità scientifica; l’attivazione di una rete di relazioni che vede il concorso dell’autore e dell’editore da un lato, del mondo dell’informazione e di quello della politica dall’altro. Solitamente un nome di società ha molte più opportunità di circolazione nella sfera pubblica se stabilisce una relazione virtuosa fra tutti questi soggetti.
Canone e pluralismo. Il lavoro di nominazione intreccia due tipi di immagine: 1) quella che accompagna il passaggio da un mondo unico a un altro mondo unico (dalla società agricola alla società industriale) e in questo caso il nome della società entra a far parte del canone sociologico; 2) quella relativa alle trasformazioni interne al medesimo mondo (per esempio: dalla prima alla quarta rivoluzione industriale). In questo secondo caso lo sviluppo della differenziazione sociale favorisce il pluralismo degli approcci e di conseguenza la pluralità di nomi. Oggi in modo particolare a causa dell’epocale fase di transizione che l’intero pianeta sta vivendo. Lo sforzo della sociologia è quello di individuare sul piano macro e micro le direzioni della transizione in atto. Da qui tre dilemmi: basta spiegare i nuovi fenomeni sociali per comprendere la natura della società che si va annunciando? Quanto a lungo la nuova società conterrà ancora il vecchio mondo con nuove vesti? È possibile prevedere quand’è che la nuova società costituirà un mondo unico? In ragione di queste domande può essere utile interrogare i nomi della società e le immagini che evocano.
Il chiodo e il martello. Tra i classici della sociologia il dibattito sullo statuto della disciplina è stato assai più intenso e combattuto rispetto al dibattito sull’oggetto della disciplina: la società. È un po’ come se ci si fosse interrogati più sul chiodo che sul martello. Poiché non si dà chiodo senza martello, il serrato dibattito metodologico dei padri fondatori non poteva che essere accompagnato dall’individuazione di nuove immagini della società. Man mano che si scavava venivano fuori delle novità. Senonché queste novità potevano essere sia nuovi reperti (un’inedita tecnologia, una maggiore divisione del lavoro, l’affermazione di nuove classi e categorie sociali) sia gli elementi strutturali di ogni società osservati in maniera diversa: valori, integrazione, conflitto, cooperazione e così via.
Lady Society immortalata/1. Inquadrata dalla nascente sociologia Lady Society inaugura l’album di famiglia. Per Marx la società è una totalità storicamente determinata dalla lotta di classe; per Comte è un fenomeno dalla crescente complessità intellettuale rivolto al progresso; per Tönnies un’unione contrattuale in cui vige l’individualismo e l’egoismo; per Spencer un organismo che si mantiene stabile attraverso il suo sviluppo; per Weber il risultato di azioni individuali dotate di senso; per Simmel lazione reciproca degli individui tra loro; per Durkheim la combinazione di una forza costrittiva, una forza naturale e una forza morale.
Lady Society immortalata/2. Dopo i classici l’album di famiglia di Lady Society non smette di arricchirsi. Per Pareto la società è un sistema di elementi in equilibrio; per G. H. Mead è un insieme di significati condivisi; per Parsons è un sistema articolato in status e ruoli tra loro intrecciati; per Wright Mills una specificità storica che ai suoi tempi vedeva contrapposte l’élite alla massa; per Marcuse la società industriale avanzata è una forma di totalitarismo in cui l’uomo è un mezzo e non un fine; per Elias la società è costituita da un intreccio di individui interdipendenti che dà luogo a differenti configurazioni.
Mille nomi per Lady Society. Dopo un ciclo di lotte sociali con gli anni ’80 del Novecento prende avvio la grande normalizzazione: fine della contestazione operaia e studentesca, avvento del post-fordismo, inizio della lunga cavalcata neoliberista. Proprio questi mutamenti daranno luogo a un’ulteriore proliferazione di immagini della società. Proliferazione indotta dall’approfondimento della ricerca e da un clima culturale che favorisce la pluralità delle nominazioni. Con ciò si intende: 1) che sempre più si individuano fenomeni sociali da osservare e ai quali attribuire un nome; 2) che sempre più il sociologo di professione avverte la necessità di trovare differenze da battezzare. Si viene così a creare un circuito in grado di autoalimentarsi. Possiamo vederlo all’opera se dividiamo la produzione di nuove immagini della società tra due gruppi di studiosi: uno tutto straniero, che individua trend transnazionali; e uno tutto italiano che individua trend nazionali. Il primo ha coniato o valorizzato nomi quali: società dei consumi (Baudrillard), società post-industriale (Bell), post-moderna (Inglehart), del rischio (Beck), della sorveglianza, (Lyon, Zuboff). Il secondo gruppo ha coniato nomi quali: società fuori squadra (Bagnasco), società della prestazione (Chicchi, Simone), della prevenzione (Pitch); post-razionale (Costa), società irretita (Ferrarotti); società digitale (Granieri); società signorile di massa (Ricolfi).
Un puzzle molto complicato. Le ultime ondate di immagini della società sollecitano diversi interrogativi. Quale nome imporre a una società che è allo stesso tempo post-moderna e signorile di massa? Una volta trovato il nome lo si potrebbe attribuire anche a una società che è della sorveglianza e post-razionale? Difficile. Allora per facilitare la risposta proviamo una combinazione tra immagini più affini. Ad esempio, la società dei consumi si incastra abbastanza bene con la società signorile di massa. Ma quale nome assegnarle? Stesso problema per la coppia ben assortita società post-industriale/società digitale. Forse fino a ieri questa coppia sarebbe potuta ricadere sotto l’ombrello della globalizzazione. Ma intanto quale, viste le differenze tra parecchie correnti di pensiero? E poi, da quando gli Stati Uniti hanno scoperto che la globalizzazione non gli conviene più l’ombrello si va chiudendo, mentre si leva alto il nome di società occidentale. Immagine di forte presa sul grande pubblico, ma molto vaga (per non parlare del suo uso propagandistico). Per farla breve, è difficile trovare un minimo comun denominatore tra coppie di nomi e le cose si complicherebbero ulteriormente se dovessimo aggiungerne altri. Eppure se le tante immagini di società oggi in circolazione fossero completamente svincolate l’una dallaltra in qualche punto del processo di nominazione dovrebbero verificarsi delle rotture significative. Ma per trovarle bisogna guardare al lontano passato. Sin dagli esordi della sociologia le immagini della società nascono in polemica col marxismo, successivamente con la teoria critica della Scuola di Francoforte e con la sociologia radicale Nord-Americana. Invece, nell’attuale mondo in transizione tutto si tiene: un’immagine non esclude l’altra. Questa serena convivenza è preoccupante. C’è da chiedersi: nulla cambia dove tutto cambia?
2 – MOVIMENTI DELL’IMMAGINE
Circolazione dell’immagine. La comunità scientifica non si limita a fare da madrina al battesimo di una nuova immagine della società. Di sicuro col suo patrocinio ne favorisce la circolazione dentro e fuori il circuito degli addetti ai lavori. Se il patrocinio viene ridotto si assiste a una decrescita della circolazione. Se invece viene in larga misura ritirato l’immagine circola solo occasionalmente e quasi non esce dal circuito accademico (dove vive un’esistenza periferica). Parabola che assume un significato politico: l’immagine che non circola o circola pochissimo esce dalla sfera pubblica e perde, o riduce fortemente, la sua capacità di attrazione tra addetti e non addetti ai lavori. Il caso forse più macroscopico è oggi offerto dall’immagine di società capitalistica. Dopo molte incertezze dovute all’egemonia culturale del neoliberismo si è ripreso a parlare in termini più o meno critici di capitalismo: globale, transnazionale, finanziario, cognitivo, flessibile, soft, digitale, delle piattaforme, della sorveglianza e così via. Assai meno, per non dire quasi nulla, si parla di società capitalistica. Fenomeno interessante per il processo di nominazione: la presenza del capitalismo è innegabile, ma è negata la società che gli corrisponde. A dire il vero per un periodo l’immagine di società complessa ha preso il posto di quella di società capitalistica. Ma ci è riuscita per il solo fatto di tenerla fuori dalla porta? Effettivamente sì. E questa scortesia ha annullato il potere del capitalismo sulla società? Effettivamente no.
Immagine: forza centrifuga. Se la ricezione di un nuovo nome attribuito alla società supera abbondantemente il circuito dei lettori specializzati la nuova immagine rimbalza sui mass-media e diventa il fotoritratto in cui il pubblico può riconoscersi. È il caso della metafora della liquidità. Presto popolarizzata come società liquida è diventata la più riuscita immagine centrifuga della società degli ultimi vent’anni. Partita dalla modernità si è precipitata verso la periferia: vita liquida, amore liquido, paura liquida, male liquido. Partita dal mercato librario degli esperti ha conquistato anche quello dei non esperti. Per Bauman, al centro della società liquida ci sono i problemi del soggetto dato che la società è stata disintegrata da un potere senza volto ma molto mobile. Nascono così le immagini di società individualizzata e di società dell’incertezza.
Immagine: forza centripeta. Se la ricezione all’interno della comunità scientifica non è vasta, o lo è ma, per un qualsiasi motivo, la nuova immagine non entra a far parte del vocabolario politico e di quello giornalistico, si verifica un movimento centripeto dell’immagine, la quale torna a dirigersi verso il suo nucleo originario. Il che non significa la perdita della sua portata euristica. È il caso di Luhmann. La sua immagine della società – un sistema di comunicazione autopoietico ha conosciuto un quarto d’ora di celebrità per poi esaurire il proprio ciclo di vita in termini di diffusione tra il pubblico extrauniversitario (oggi quasi nessuno utilizza più una formula derivata come “sistema Italia”). È anche il caso dell’immagine di società delle reti – il mondo è una struttura di network – che anticipa la fluidità della società liquida, ma è troppo votata al lessico scientifico per essere utilizzata nel linguaggio quotidiano. Ed è pure il caso della sociobiologia. La cui immagine della società – un gruppo di individui appartenenti alla stessa specie e organizzati in maniera cooperativa – per quanto di immediata fruibilità è risultata una meteora a causa delle difficoltà di dialogo con la teoria sociologica, sia essa soggettivista che oggettivista. Rimasta isolata e con un piccolo drappello di estimatori la sociobiologia è rientrata in sé stessa.
3 – PUBBLICO
Il pubblico come consumatore. Il più delle volte il lancio di un nuovo nome di società significa proporlo al target dei lettori specializzati senza l’intenzione di uscire da quel circuito (strategia commerciale: restare nei sicuri confini del mercato universitario). Può tuttavia capitare che il successo all’interno del circuito degli specializzati faccia da trampolino per atterrare nel circuito dei non specializzati (strategia commerciale: rischio calcolato dello sconfinamento dal mercato universitario). Così come può capitare che in accordo con l’editore il sociologo o la sociologa si rivolga in prima istanza al pubblico eterogeno dei non specializzati scavalcando quello omogeneo degli specializzati (strategia commerciale: sconfinamento intenzionale dal mercato universitario). In questa dinamica le case editrici interessate all’intera popolazione dei lettori si fronteggiano con quelle di nicchia che godono di una solida presenza nel mercato universitario.
Forma. Ciò che permette l’aggregazione di un pubblico eterogeneo intorno a un nuovo nome della società è: 1) la risposta al bisogno dei lettori di strutturare la realtà in cui vivono; 2) l’immediatezza intuitiva di una formula utilizzabile anche dai non addetti ai lavori; 3) una teoria a sostegno dell’immagine in grado di suscitare un dibattito nazionale, internazionale, dentro e fuori la stampa specializzata; 4) l’occupazione di uno spazio mentale collettivo (il nome dà luogo a un’interpretazione condivisa) e di uno spazio temporale (il nome ha una durata: breve, media, lunga). Sin qui la forma.
Sostanza. Il processo di aggregazione di un pubblico o di pubblici differenti intorno a un nome di società non è naturale: è politico. Ed è politico per tre motivi: 1) il lettore tende a cercare un’immagine della società che corrisponda alla propria posizione sociale; 2) i sociologi tendono ad offrire al lettore un nome di società che non sia troppo estraneo alla posizione sociale del lettore; 3) sociologi e lettori di sociologi appartengono in genere al ceto medio. Da queste simmetrie scaturisce un altro tema politico: le risposte della sociologia al bisogno dei lettori di strutturare la realtà ne strutturano anche il bisogno. E il bisogno strutturato intorno a un nome di società si convalida in dialoghi, convinzioni, comportamenti. Tuttavia questa relazione sembra da tempo in crisi. Quali dialoghi, quali convinzioni, quali comportamenti dinanzi allattuale pullulare di nomi attribuiti a Lady Society? Società moderna? postmoderna? della seconda modernità? società digitale? neofeudale? cosmopolita? dell’informazione? della conoscenza? della tecnica? dell’accelerazione?
Autori e pubblico. Limitandoci ai libri, la partecipazione di un pubblico eterogeneo alla diffusione di una nuova immagine della società si esprime in diversi modi. Per esempio, il volume di acquisti del testo di chi ha coniato il nuovo nome e il numero di visitatori sui video on-line che parlano o fanno parlare l’autore o l’autrice; l’appropriazione collettiva di tale nome come chiave di lettura dei processi sociali da spendere nelle conversazioni della vita quotidiana (on-line e off-line). La funzione di acquisto e la funzione di scambio riguardano ovviamente anche il pubblico specializzato dei lettori. Ma con alcune differenze rispetto a quello non specializzato: 1) lo specializzato svolge un’attività retribuita all’interno di istituti culturali: università, fondazioni, enti pubblici, privati e così via; 2) in virtù dei propri studi e dei propri titoli ha l’autorità per legittimare o delegittimare la nuova immagine di società; 3) è esso stesso un emittente potenzialmente in grado di creare altre immagini della società; 4) solleva il pubblico dalla responsabilità di prendere in carico sé stesso e gli permette di stare al passo coi tempi con la produzione a getto continuo di nuove immagini.
La parola a Lady Society? L’asimmetria tra pubblico specializzato e non, fa emergere una dinamica di potere: i nuovi nomi della società provengono dall’alto seguendo la logica top-down. Esistono molte buone ragioni che spiegano questa dinamica. Per esempio: gli autori fanno gli autori, il pubblico fa il pubblico e tutti si riconoscono nella relazione che si instaura tra i rispettivi ruoli. Ma è insensato chiedersi se si possa seguire anche una logica bottom-up? Vanno in questa direzione le inchieste operaie e studentesche di un tempo, le storie di vita di Ferrarotti, l’analisi dell’uomo flessibile di Sennett. Tuttavia la logica bottom-up sembra più occasionale che strutturale. E alla fine Lady Society è più parlata che ascoltata.
Il bandolo della matassa. A cosa serve riflettere sul processo di nominazione della società? A favorire la comunicazione tra sociologia e società e tra società e sociologia. Scambio in cui le tante immagini di società dibattono nel parlamento dei sociologi formando maggioranze e minoranze. Alla fine qualcuno governa e chi siede all’opposizione subisce. Subisce una condizione di relativa marginalità nella sfera pubblica. Domanda: chi parla oggi di società borghese dato che è la borghesia a dirigere l’economia, la politica, la cultura, l’informazione e dunque la società?
Ceci n’est pas un sociologue. Immagini della società, immagini dei sociologi. Lo scatto fotografico ritrae Bauman seduto dietro la scrivania del suo studio. L’osservatore è allo stesso tempo avvicinato e allontanato. Ambivalenza causata da tre perfezioni contenute nell’immagine: 1) Bauman è in perfetta simbiosi con la macchina fotografica; 2) è perfettamente sicuro dei suoi mezzi espressivi; 3) è perfettamente immerso nel ruolo del maître à penser. A queste tre perfezioni corrispondono tre fatti: 1) Bauman guarda in camera; 2) non sorride; 3) è impegnato a fumare. Se distogliamo l’attenzione dallo sguardo del soggetto possiamo individuare due altri protagonisti del ritratto: la pipa e la nuvola di fumo che si allontana. La prima è un oggetto materiale, la seconda immateriale. La prima è statica, la seconda è in movimento. Per un attimo la sociologia rientra nel ventre della filosofia.
4- MORTE E RESURREZIONE DI LADY SOCIETY
Effetto Babele. Brutte notizie per tutti i sociologi, indistintamente dall’immagine di società che perorano. La guerra tra i libri che un tempo così tanti animi accendeva non è che un ricordo. La cultura tipografica è in declino e nessuno si scalda più di tanto per opporre la propria immagine della società a un’altra. Un Wright Mills che polemizza ferocemente con lo struttural-funzionalismo di Parsons oggi non si vede. E non si vede perché non è più necessario. Non ci sono le condizioni politiche per una tale necessità. Il neoliberismo è l’ideologia dominante dei nostri tempi. Ha riformato il linguaggio quotidiano, giornalistico e scientifico ed è penetrato in tutte le istituzioni: economiche, politiche, culturali. E seppure da dentro le istituzioni si levano voci critiche è debole la spinta della società. Con quale nome chiamarla a raccolta? La nomenclatura sempre più fitta ha generato un effetto Babele per Lady Society. Mille nomi non sono forse nessun nome?
Lady di ferro contro Lady Society. Il processo di nominazione della società non si esaurisce nel dibattito tra sociologi. Nel 1987 la Signora Thatcher gettò alle ortiche l’album delle foto di Lady Society dichiarando nel corso di un’intervista: «Non esiste una cosa come la società. Esistono solo individui e famiglie.» Molto prima e molto meglio della Lady di ferro aveva fatto von Hayek. Il quale considerava delle semplici astrazioni entità come società, capitalismo e imperialismo. Comunque sia, nel 1987 per Lady Society suonarono le campane a morto. Ma il discorso sociologico non si diede per vinto. E tuttavia i de profundis liberisti non restarono senza conseguenze. Per la politica la società poteva pur morire, ma non per la sociologia. E il buon senso suggeriva che nessuna delle due sarebbe passata a miglior vita. Occorreva trovare un accordo. Fu facile trovarlo in ciò che univa neoliberismo e sociologia liberale: il soggetto. E così le teorie sociali individualiste, già presenti in forze dentro e fuori i circuiti accademici, presero uno slancio che continua ancora oggi.
Un salutare funerale. Sarebbe un errore prendere alla lettera la condanna a morte emessa dalla Lady di ferro. Per un motivo molto semplice: la società non esiste è un’immagine della società. La sua negazione non istituisce un vuoto, ma un pieno: l’attuazione del progetto sociale neoliberista. Da questa attuazione scaturisce una sociologia che guarda con ancora più intensità al soggetto che al suo oggetto e incentiva il lavoro di nominazione (dove il lavoro raramente trova posto). E così, dopo il funerale di Lady Society non si è fermata la moltiplicazione delle immagini della società. Mai funerale fu più salutare perché le nuove immagini richiedevano un lungo e complesso confronto con tre questioni: 1) la negazione della società non poteva essere accettata in blocco, pena l’assorbimento della sociologia nell’economia, se non la sua svendita al marketing; 2) non poteva essere rigettata in blocco perché la corrente sociologica prevalente, quella soggettivistica, condivideva le ragioni di fondo dell’homo oeconomicus; 3) perché il neoliberismo ha continuato ad andare per la sua strada seguendo un preciso obiettivo politico: desocializzare la società. Tutti questi temi hanno dato ai sociologi più lavoro che grattacapi. E siamo arrivati all’oggi: persino la sociologia liberale scopre una venuzza critica dinanzi all’eccessiva frantumazione dei legami sociali. Ma studia quel che viene fuori dalle macerie come un fatto naturale e non come il risultato di una pianificazione politica perseguita con ogni mezzo, lecito e illecito. Dunque l’autonomia della sociologia dal neoliberismo diventa prevalentemente linguistica. Ed ecco apparire le immagini di società democratiche, società a democrazia liberale e il divertente ossimoro: capitalismo democratico.
Continuità nel cambiamento. L’alleanza tra ideologia neoliberista, potere politico, sistema dell’informazione e teorie sociali individualiste comporta per quest’ultime alcune scelte obbligate per rispondere agli squilibri della transizione in atto: ridurre la società a situazioni; abbracciare la causa dell’individualismo proprietario; non concedere alcuna speranza di emancipazione ai dominati. Tali scelte comportano la necessità di un grande sforzo intellettuale per diversi motivi: 1) per spoliticizzare i problemi sociali separandoli gli uni dagli altri e affidarli ai sociologi specializzati in questa o quella branca; 2) per aggirare la trappola dell’atomismo a cui conduce l’individualismo proprietario; 3) per liquidare la dialettica dei rapporti di forza tra lavoro e capitale; 4) per fare dei subalterni dei tipi ideali in mezzo a tanti altri tipi ideali (imprenditori, professionisti, rentier) e tutti insieme assicurare l’ordine sociale.
La fantasia al potere. Una delle migliori immagini prodotte dal pensiero liberale è quella di società aperta. Qual è il suo punto di forza? Fondarsi su un mondo fantastico. Un mondo dove ci si scambiano opinioni senza alzare la voce, dove tutti partecipano alle decisioni, dove le informazioni sono disponibili a chiunque e il potere passa di mano in mano con un cortese Prego, si accomodi. Non facciamo dell’ironia. Una tale mitologia ha avuto la forza di sostituire un vocabolario con un altro. Ha utilizzato la categoria della modernità al posto di quella di capitalismo; di tensione al posto di contraddizione; di strato al posto della classe. Cè poi da aggiungere che si tratta di una sintesi molto efficace sul piano retorico: chi mai può essere favorevole a una società chiusa? È soprattutto in questo senso connotativo che l’immagine di società aperta viene largamente usata dalla stampa, che la alterna o la associa con quella di società di mercato. Sintesi, quest’ultima, con la quale non si intende l’immagine elaborata da Polanyi, ma la cronaca delle decisioni economiche antisociali di governi e aziende e che la stampa quasi all’unanimità sostiene incondizionatamente.
5 – MOLTE INTERDIZIONI, UN’INVOLUZIONE
Società di massa. Il soggettivismo sociologico utilizza diverse tecniche di interdizione d’immagini della società che non gradisce. Una di queste è la cortina del silenzio. Nel caso della società di massa il silenzio è diventato pressoché totale perché implica l’eterodirezione degli individui. Processo che manda in crisi la convinzione di un soggetto autodiretto così cara ai teorici dell’individualismo metodologico. Eppure la nostra contemporaneità sarebbe profondamente diversa da quella che è senza fenomeni che investono le masse: i comportamenti imitativi nei giochi in borsa; l’uniformità dei costumi; la standardizzazione del divertimento; la diffusione planetaria del modello californiano del corpo; la McDonaldizzazione della società; lo spostamento, calato dall’alto, del conflitto dai diritti sociali ai diritti civili. E che dire dei mezzi di comunicazione di massa? Esistono ancora? Sì, esistono ancora. La stessa Internet non sarebbe quel che è senza il cinema e la TV, ancora oggi azionisti di maggioranza dell’immaginario collettivo. Ma i partiti di massa e le organizzazioni di massa non esistono più, mentre i sindacati sono al palo. Tutto vero: si è compiuta l’americanizzazione di massa.
Società dei consumi. L’interdizione dell’immagine di società dei consumi è più complicata data la loro continua misurazione come indice dell’andamento dell’economia. Dunque se ne parla ancora, ma recidendo di netto il suo collegamento con la società di massa. Il consumo diventa un problema individuale e il consumismo cessa di costituire un problema sociale risolvendosi nell’invito al singolo a cambiare stile di vita. Eppure per molti aspetti siamo ancora una società dei consumi nonostante i Trenta gloriosi siano finiti da un pezzo. Senza chiamare al banco dei testimoni Veblen il problema per le teorie sociali individualiste è politico: l’anticonsumista manda in crisi il modo di produzione dominante. Problema risolto: oggi i consumi sono per lo più inquadrati in due modi opposti: come misura della qualità della vita; come fattore di frustrazione dell’individuo. Ma come dicono i neoliberisti, la frustrazione non è uno stimolo per reinventarsi?
Società dello spettacolo. L’immagine elaborata da Guy Debord annunciava da un punto di vista marxista il dominio dei media sulla realtà. Anche questa sintesi non poteva essere tollerata perché spingeva a rivoluzionare in senso anticapitalista il mondo delle merci. Altre due versioni collegate alla dimensione dello spettacolo sono la società dell’immagine e la cultura del narcisismo. Anch’esse sono state praticamente interdette dal dibattito pubblico. La prima, perché muove da un approccio demistificatorio di quel comizio quotidiano delle merci che è la pubblicità. Acqua passata. Oggi pochi contestano la pubblicità nonostante la sua invadenza abbia raggiunto livelli degni di un distopico romanzo di fantascienza. La seconda immagine è stata interdetta perché fa luce sui meccanismi psicologici di un individuo che non può cambiare il mondo e la cui strategia di sopravvivenza è quella di esibire un io ripiegato in sé stesso. Il soggettivismo sociologico non poteva che rigettare immagini dell’uomo e della società così contrarie alla propria visione di un individuo libero, razionale e padrone di sé. E ha costruito i suoi esseri mitologici. Uno è lo spettatore attivo all’opera nella società della comunicazione. Indipendente e volitivo questi’individuo è in grado di condizionare i mass media a tal punto che ogni giorno va a pranzo coi produttori televisivi di Birmingham per discutere sceneggiature e decidere quali programmi mandare in onda sugli schermi inglesi.
Lady Society in Transition. Dopo i politici e i sociologi, a parlare della società troviamo altre figure: i più defilati, ma non meno incisivi, sono gli esperti di marketing; i pubblicitari hanno invece goduto di grande visibilità mediatica tra gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso; in quegli stessi anni sul palcoscenico hanno fatto irruzione i profeti della rivoluzione digitale per poi occupare tutta la scena. La rivoluzione che da allora annunciano condurrà a una nuova società al cui centro siederà l’informazione. Che l’informazione abbia acquistato un valore commerciale come non si era mai visto nella storia è innegabile. Che invece Lady Society stia transitando verso un mondo unico così come avvenne col passaggio dal feudalesimo al capitalismo è discutibile. Per il momento la new economy non sembra affatto generare una new society. Semmai finora ha alimentato il capitalismo primitivo teorizzato dai neoliberisti accompagnandolo con smartphone, social network, videogiochi e videoconferenze. D’altra parte non sempre le società evolvono. Possono anche involvere. E ad oggi sembra che Lady Society stia transitando più all’indietro che in avanti. Naturalmente per i tecno-utopisti la civiltà del silicio è alle porte e i tardo-umanisti sono più ritardati che ritardatari. Ma allora che ci fa Adam Smith nei libri di Bill Gates?
Esercizio. Scusi signor passante, mi sa dire in che società viviamo? Sono probabili le seguenti risposte: il passante, in imbarazzo, si arrampicherà sugli specchi; oppure darà risposte convinte; infine, nessuna risposta. L’incertezza della prima posizione e il silenzio della terza segnalano una parziale perdita di ancoraggio del socializzato dalla società. La certezza della seconda posizione preannuncia una socializzazione ben riuscita. Tuttavia l’incerto e il silenzioso fanno anch’essi parte della società. Perciò in linea di principio le tre risposte non si escludono a vicenda perché questo è un raro caso in cui non esistono risposte sbagliate qualsiasi cosa si dica e perché persino il silenzio parla (di un’assenza? di un analfabetismo? di un’indifferenza?).
Continuazione e fine dell’esercizio. A partire dalle ipotetiche risposte del nostro ipotetico passante possiamo ipotizzare alcune domande: 1) è la proliferazione di immagini della società a produrre gli incerti e i silenziosi? 2) Prima o poi i creatori di immagini esauriranno la vena creativa? 3) Quali immagini della società che hanno avuto recente successo finiranno nel dimenticatoio? 4) Si tornerà a un’immagine fondata sul conflitto? Poiché non sta bene lasciare troppe domande senza un accenno di risposta diciamo che molto dipenderà da tre capacità: la capacità delle élite che dirigono la old e la new economy di mantenere salda la loro alleanza; la capacità di aggregazione politica dei dominati; la capacità della sociologia di ritrovare lo spirito critico e impegnarsi per una società più giusta.
Dott. Patrizio Paolinelli
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Patrizio Paolinelli, La critica sociologica, LVII, 227, Autunno 2023
Ulrich Beck è stato un sociologo tedesco noto per il suo lavoro nell’ambito della teoria della modernizzazione e della sociologia della globalizzazione. Nato il 15 maggio 1944, Beck ha svolto un ruolo significativo nello sviluppo di concetti chiave come la “società del rischio” e la “seconda modernità”.
La teoria della “società del rischio” è stata uno dei contributi più influenti di Beck al campo della sociologia. Secondo questa teoria, la modernizzazione porta a nuove forme di rischio sociale e ambientale che non possono essere previste o controllate in modo efficace. Questi rischi includono minacce ambientali, crisi finanziarie, pandemie e altre sfide che vanno oltre i confini nazionali e mettono in discussione le capacità degli stati nazionali di gestirle in modo efficace. Beck sostiene che la società contemporanea è caratterizzata da una crescente consapevolezza di tali rischi e da una diffusa incertezza riguardo al futuro.
Inoltre, Beck ha sottolineato l’importanza della riflessività sociale, cioè la capacità delle persone e delle istituzioni di riflettere criticamente sulle proprie azioni e sulle implicazioni a lungo termine delle decisioni prese. Questo concetto è stato centrale nel suo lavoro e ha evidenziato la necessità di una maggiore consapevolezza e responsabilità riguardo alle conseguenze delle attività umane sulla società e sull’ambiente. Un altro tema chiave nel pensiero di Beck è stato il concetto di modernizzazione riflessiva, che si riferisce alla trasformazione delle istituzioni e delle pratiche sociali in risposta ai cambiamenti sociali e tecnologici. Beck ha sottolineato l’importanza di un’analisi critica della modernizzazione e ha evidenziato i rischi e le opportunità associati a tale processo.
Oltre alla sua ricerca sulla società del rischio, Beck ha svolto un ruolo significativo nello studio della globalizzazione. Ha analizzato come la globalizzazione abbia portato a una creazione di nuove disuguaglianze sociali e a una ristrutturazione dei rapporti di potere a livello globale. Beck ha sottolineato l’importanza di esaminare i processi di globalizzazione non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale, politico e culturale.La sua opera più nota, “La società del rischio” pubblicata nel 1986, è diventata un testo fondamentale per coloro che studiano la sociologia della modernizzazione e della globalizzazione. Un altro importante lavoro di Ulrich Beck è “I rischi della libertà”. Pubblicato nel 1994, questo libro esplora il concetto di rischio nella società contemporanea. Beck sostiene che la libertà individuale comporta anche rischi, come l’insicurezza economica e sociale. Questi rischi sono il risultato delle trasformazioni sociali ed economiche che caratterizzano la modernità. Beck invita i lettori a riflettere sulle implicazioni di questi rischi e a trovare modi per affrontarli in modo responsabile.
Nel corso della sua carriera, Beck ha ricevuto numerosi riconoscimenti e onorificenze per il suo contributo alla sociologia, influenzando una vasta gamma di discipline accademiche. Ulrich Beck è scomparso il 1º gennaio 2015, lasciando un’eredità duratura nel campo della sociologia e della teoria sociale. Il suo lavoro continua a stimolare il dibattito e l’analisi critica su questioni cruciali come il cambiamento sociale, la modernizzazione e la globalizzazione.
L’elettricità svolge un ruolo fondamentale nella società moderna, influenzando numerosi aspetti della vita quotidiana e del progresso tecnologico.
L’elettricità è una forma di energia fondamentale utilizzata in un’ampia gamma di settori. La sua importanza è evidente nelle abitazioni, dove alimenta elettrodomestici, sistemi di illuminazione, dispositivi elettronici e sistemi di riscaldamento e raffreddamento. Inoltre, l’industria e il settore commerciale dipendono pesantemente dall’elettricità per il funzionamento di macchinari, attrezzature e sistemi di automazione. Nei trasporti, l’elettricità è alla base dei veicoli elettrici, che rappresentano una soluzione sostenibile per ridurre le emissioni nocive.
L’impiego diffuso dell’elettricità ha contribuito a una maggiore efficienza e a nuove opportunità di innovazione. Grazie all’elettricità, è possibile sviluppare tecnologie avanzate nei settori delle comunicazioni, dell’informatica, della medicina e dell’industria manifatturiera. Inoltre, l’elettricità è fondamentale per la ricerca scientifica e per lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili e sostenibili. Dal punto di vista economico, l’elettricità rappresenta uno dei principali motori di crescita e sviluppo. Le attività produttive e commerciali dipendono infatti dall’energia elettrica per essere competitive e sostenibili. Inoltre, l’accesso all’elettricità è cruciale per lo sviluppo sociale ed economico delle comunità, in quanto consente l’accesso a servizi essenziali come l’istruzione, la sanità e le comunicazioni.
Tuttavia, l’uso diffuso dell’elettricità ha anche implicazioni ambientali e di sostenibilità. La produzione di elettricità può generare emissioni inquinanti e contribuire al cambiamento climatico, se non gestita in modo responsabile. Pertanto, è fondamentale promuovere fonti energetiche pulite e rinnovabili per ridurre l’impatto ambientale dell’elettricità e garantire la sostenibilità a lungo termine. L’elettricità stessa ha reso possibile lo sviluppo di nuove tecnologie e macchinari, contribuendo così alla rivoluzione industriale e all’automatizzazione dei processi di produzione. Grazie all’avvento dell’elettricità, molte attività manuali sono state sostituite da macchinari elettrici, accelerando i processi produttivi e aumentando l’efficienza. Questo ha avuto un impatto significativo sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro, portando a nuove sfide e opportunità per i lavoratori.
Altresì, l’elettricità ha cambiato radicalmente le comunicazioni, consentendo lo sviluppo del telefono, della radio, del cinema, della televisione e del computer. Questo ha rivoluzionato la diffusione delle informazioni e la comunicazione a distanza, influenzando notevolmente la società e la cultura. L’elettricità ha così svolto un ruolo significativo nello sviluppo della tecnologia moderna. È stata la forza trainante dietro l’invenzione di dispositivi elettrici che hanno avuto un ruolo fondamentale, quali il motore elettrico o la lampadina. Questi dispositivi hanno rivoluzionato la vita quotidiana delle persone, migliorando l’efficienza e la comodità delle attività umane.
L’elettricità ha pertanto mutato radicalmente la società nel corso del tempo, influenzando l’industria, le comunicazioni, l’ambiente e la società più in generale nel suo complesso. Questo ha portato a una serie di cambiamenti significativi e sfide in diverse aree della vita umana, evidenziando l’importanza di gestire in modo responsabile l’uso e la produzione di elettricità per garantire un futuro sostenibile.